Il 6 Agosto 2019 è stato definitivamente approvato al Senato l’atto n. 1372 contenente “Deleghe al Governo e altre disposizioni in materia di ordinamento sportivo, di professioni sportive nonché di semplificazione”. Il testo contiene 10 articoli già licenziati positivamente dalla Camera dei Deputati lo scorso 29 Giugno.

Sintetizziamo di seguito l’articolato in ragione del quale, nei prossimi dodici mesi, vedremo emettere i decreti legislativi che avranno il compito di cucire una nuova divisa per tutto il mondo sportivo.

L'Articolo 1 reca una delega al Governo, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, previa intesa in Conferenza Stato-regioni, per l'adozione di uno o più decreti legislativi per il riordino del CONI e della disciplina di settore.

In particolare, si stabiliscono i seguenti i principi e criteri direttivi specifici:

  1. La definizione degli ambiti di attività del CONI, delle FSN, delle DSA, degli EPS, dei gruppi sportivi militari, dei corpi civili dello Stato e delle associazioni benemerite, in coerenza con le novità introdotte dall'art. 1, co. 630, della L. 145/2018 – che, in particolare, ha affidato alla "Sport e Salute SPA", come descritto in precedenza, il compito di finanziare gli organismi sportivi – e con il ruolo proprio del CONI quale organo di governo dell'attività olimpica;
  2. La conferma dell'attribuzione al CONI, in coerenza con quanto disposto dalla Carta olimpica, della missione relativa all'incoraggiamento e alla divulgazione dei principi e dei valori dell'olimpismo, in armonia con l'ordinamento sportivo internazionale;
  3. La previsione di limitazioni e vincoli, ivi compresa la possibilità di disporne il divieto, per le scommesse sulle partite di calcio delle società che giocano nei campionati della Lega nazionale dilettanti;
  4. La previsione che il CONI eserciti poteri di vigilanza al fine di verificare che le attività sportive delle federazioni sportive nazionali, delle discipline sportive associate, degli enti di promozione sportiva e delle associazioni benemerite siano svolte in armonia con le deliberazioni e gli indirizzi del Comitato Olimpico Internazionale e del CONI medesimo e deliberi il commissariamento di federazioni sportive nazionali e discipline sportive associate qualora siano accertate gravi violazioni di norme degli statuti e dei regolamenti sportivi finalizzate al regolare avvio e svolgimento delle competizioni sportive o sia accertata l'impossibilità di funzionamento degli organi direttivi, ferme restando l'autonomia delle federazioni sportive e delle discipline sportive associate e la loro capacità di determinare la propria politica generale;
  5. Il sostegno di azioni volte a promuovere e accrescere la partecipazione e la rappresentanza delle donne nello sport in conformità ai princìpi del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al d.lgs. 198/2006, garantendo la parità di genere nell'accesso alla pratica sportiva a tutti i livelli;
  6. La previsione che l'articolazione territoriale del CONI sia riferita esclusivamente a funzioni di rappresentanza istituzionale;
  7. Il riordino della disciplina in materia di limiti al rinnovo dei mandati degli organi del CONI e degli enti di cui alla L. 8/2018, garantendo l'omogeneità della disciplina in relazione al computo degli stessi e prevedendo limiti allo svolgimento di più mandati consecutivi da parte del medesimo soggetto, stabilendo altresì un sistema di incompatibilità tra gli organi al fine di prevenire situazioni di conflitto di interessi;
  8. L’individuazione di forme e condizioni di azionariato e altri strumenti di partecipazione popolare per le società sportive professionistiche.

 L'articolo 2 prevede, anzitutto, al fine di organizzare e sviluppare la pratica dell'attività sportiva nelle istituzioni scolastiche, che le scuole di ogni ordine e grado, nel rispetto delle prerogative degli organi collegiali, possono costituire centri sportivi scolastici (C.S.S.). Si disciplina così a livello legislativo, estendendola alle scuole di ogni ordine e grado, una possibilità finora prevista a livello amministrativo nelle sole scuole secondarie precisando che i C.S.S., già previsti dalle Linee guida per le attività di educazione fisica, motoria e sportiva nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, emanate dal MIUR con nota prot. n. 4273 del 4 agosto 2009, dovranno essere costituiti secondo le norme del Codice del Terzo Settore (D.lgs 117/2017).

L'articolo 3 concerne la cessione, il trasferimento o l'attribuzione del titolo sportivo, definito quale insieme delle condizioni che consentono la partecipazione di una società sportiva a una determinata competizione nazionale. Si introduce, così, nell'ordinamento normativo statale una definizione finora presente solo nell'ordinamento sportivo, in base al quale il titolo sportivo è il diritto che una federazione sportiva nazionale o una disciplina sportiva associata riconosce ad una società sportiva ad essa affiliata di partecipare alle competizioni nazionali, in quanto ricorrono determinate condizioni.

L'articolo 4 interviene sull'art. 10 della L. 91/1981, inserendovi i commi 6-bis e 6-ter. In particolare, dispone che negli atti costitutivi delle società sportive professionistiche deve essere previsto un organo consultivo che provvede alla tutela degli interessi specifici dei tifosi ed esprime pareri obbligatori, ma non vincolanti, sulle questioni di loro interesse. L'organo è formato da un minimo di 3 a un massimo di 5 membri eletti, ogni 3 anni, dagli abbonati alla società sportiva. Su questa disciplina è peraltro recentemente intervenuto il D.L. 53/2019 (artt. 13 e ss.), in corso di conversione alla Camera (A.C. 1913), che ha ampliato le ipotesi di applicazione del DASPO.

L'articolo 5 reca una delega al Governo per l'adozione di uno o più decreti legislativi per il riordino e la riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché per la disciplina del rapporto di lavoro sportivo. La delega è quindi finalizzata a garantire l'osservanza dei principi di parità di trattamento e di non discriminazione nel lavoro sportivo, sia nel settore dilettantistico che in quello professionistico.

In relazione alla delega, al comma 1 si stabiliscono i seguenti i principi e criteri direttivi specifici:

  1. riconoscimento del carattere sociale e preventivo-sanitario dell'attività sportiva, quale strumento di miglioramento della qualità della vita e della salute, nonché quale mezzo di educazione e sviluppo sociale (lett.a));
  2. riconoscimento del principio di specificità dello sport e del rapporto di lavoro sportivo, come definito a livello nazionale e dell'Unione europea, nonché del principio delle pari opportunità, anche per le persone con disabilità, nella pratica sportiva e nell'accesso al lavoro sportivo sia nel settore dilettantistico sia nel settore professionistico (lett.b));
  3. individuazione della figura del lavoratore sportivo, compresa la figura del direttore di gara, senza distinzioni di genere e indipendentemente dalla natura dilettantistica o professionistica dell'attività sportiva svolta, nonché definizione della relativa disciplina in materia di tutela assicurativa, previdenziale e fiscale e delle regole di gestione del relativo fondo di previdenza (lett.c)). Il suddetto criterio di delega prospetta, come accennato, l'inserimento della figura del direttore di gara - attualmente in genere ricondotta ad un rapporto associativo con la federazione sportiva - nell'ambito del lavoro sportivo.
  4. La tutela della salute e della sicurezza dei minori che svolgono attività sportiva, prevedendo specifici adempimenti e obblighi informativi da parte delle società e delle associazioni sportive (lett.d));
  5. La valorizzazione della formazione dei lavoratori sportivi, in particolare dei giovani atleti, per garantire loro la crescita non solo sportiva ma anche culturale ed educativa, nonchè una preparazione professionale che favorisca l'accesso all'attività lavorativa anche alla fine della carriera sportiva (lett.e)). Tale principio si riferisce alla cosiddetta "carriera duale" dei giovani atleti, ossia la possibilità di portare avanti congiuntamente la carriera professionale e il percorso degli studi, su cui si è
    soffermata anche la citata risoluzione della 7a Commissione della scorsa legislatura. Si segnala al riguardo che in Europa è attivo lo European Athlete as Student (EAS) network, fondato nel 2004, che ha lo scopo di approfondire le tematiche sulla carriera duale. Il presidente di tale network è stato audito dalla 7a Commissione del Senato nell'ambito del citato affare assegnato sullo stato di salute dello sport. Sono da menzionare anche le Linee guida europee sulla carriera duale degli atleti, del 2012, e lo studio della Commissione europea sui requisiti minimi di qualità della carriera duale, del 2016;
  6. La disciplina dei rapporti di collaborazione di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale, per le prestazioni rese in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche, tenendo conto anche del fine non lucrativo di queste ultime (lett.f));
  7. Il riordino e coordinamento formale e sostanziale delle disposizioni di legge, compresa la legge 23 marzo 1981, n. 91, apportando le modifiche e le integrazioni necessarie per garantirne la coerenza giuridica, logica e sistematica, nel rispetto delle norme di diritto internazionale e della normativa dell'Unione europea, nonché per adeguarle ai princìpi riconosciuti del diritto sportivo e ai consolidati orientamenti della giurisprudenza (lett.g));
  8. Il riordino della disciplina della mutualità nello sport professionistico (lett.h));
  9. "riconoscimento giuridico" della figura del laureato in scienze motorie e dei soggetti forniti di titoli equipollenti di cui al d.lgs. 178/1998 (lett.i)). La previsione di "riconoscimento giuridico" - di cui occorre valutare l'opportunità di una esplicitazione - sembrerebbe ricollegarsi, in particolare, all'iniziativa legislativa attualmente in corso in materia di insegnamento dell'educazione motoria nella scuola primaria, allo scopo, fra l'altro, di riservare lo stesso esclusivamente a insegnanti con titolo specifico. Il testo - già approvato in prima lettura dalla Camera - è ora all'esame del Senato (A.S. 992). Inoltre, tale previsione dovrebbe collegarsi anche a quanto disposto dall'art. 2, comma 5, del disegno di legge in esame circa l'affidamento delle discipline sportive dei centri sportivi scolastici ai soli laureati in scienze motorie o
    ai diplomati ISEF;
  10. La revisione e trasferimento delle funzioni di vigilanza e covigilanza esercitate dal Ministero della difesa su enti sportivi e Federazioni sportive nazionali, in coerenza con la disciplina relativa agli altri enti sportivi e federazioni sportive, previa puntuale individuazione delle risorse umane, strumentali e finanziarie da trasferire (lett.l));
  11. Il trasferimento all'Unione italiana tiro a segno delle funzioni connesse all'agibilità dei campi e degli impianti di tiro a segno esercitate attualmente dal Ministero della difesa, anche prevedendo forme di collaborazione con quest'ultimo, previa, anche in tal caso, puntuale individuazione delle risorse umane, strumentali e finanziarie da trasferire (lett.m)).
  12. Il riordino della normativa applicabile alle discipline sportive che prevedono l'impiego di animali, con riguardo, in particolare, agli aspetti sanitari, al trasporto, nonché alla tutela e al benessere degli stessi.

L'articolo 6 reca una delega al Governo per l'adozione di uno o più decreti legislativi per il riordino delle disposizioni in materia di rapporti di rappresentanza di atleti e di società sportive e di accesso ed esercizio della professione di agente sportivo.

Con l’articolo 7, viene data la delega al Governo per l'adozione di uno o più decreti legislativi per il riordino e la riforma delle norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi, nonché della disciplina relativa alla costruzione di nuovi impianti sportivi, alla ristrutturazione e al ripristino di quelli già esistenti, inclusi quelli scolastici.

Di grandissima innovazione e impatto sarà anche il successivo articolo 8 che reca una delega al Governo per l'adozione di uno o più decreti legislativi per il riordino delle disposizioni legislative relative agli adempimenti e agli oneri amministrativi e di natura contabile a carico di FSN, DSA, EPS, associazioni benemerite, nonché alle loro affiliate, riconosciuti dal CONI.

In particolare, i principi e criteri direttivi sono costituiti da:

  1. semplificazione e riduzione degli adempimenti amministrativi e dei conseguenti oneri, anche nei confronti delle unità istituzionali facenti parte del settore delle amministrazioni pubbliche, tenendo conto della natura giuridica degli enti e delle finalità istituzionali perseguite dagli stessi (lett.a));
  2. riordino, anche al fine di semplificare, della disciplina sulla certificazione dell'attività sportiva svolta dalle società e dalle ASD (lett.b)). Sul punto si ricorda che in base all'art. 7 del D.L. 136/2004 (L. 186/2004), l'unico organismo certificatore della effettiva attività sportiva svolta dalle società e dalle associazioni dilettantistiche, ossia l'unico soggetto che può riconoscerle a fini sportivi, è il CONI;
  3. previsione di misure semplificate per il riconoscimento della personalità giuridica (lett.d));
  4. previsione di obblighi e adempimenti in capo alle associazioni sportive atti a tutelare i minori e a rilevare e prevenire eventuali molestie di genere e condizioni di discriminazione previste dal codice delle pari opportunità di cui al d.lgs. 198/2006, come previsto dalla Carta olimpica (lett.e));

L'articolo 9 reca una delega al Governo per l'adozione di uno o più decreti legislativi in materia di sicurezza nelle discipline sportive invernali, al fine di garantire standard di sicurezza più elevati.

In particolare, si stabiliscono i seguenti principi e criteri direttivi specifici:

  1. revisione della disciplina giuridica applicabile agli impianti e dei relativi provvedimenti di autorizzazione o concessione, che tenga conto della durata del rapporto e dei parametri di ammortamento degli investimenti (lett.a));
  2. revisione delle norme in materia di sicurezza recate dalla citata L. 363/2003, prevedendo (lett.b)): - l'estensione dell'obbligo generale di utilizzo del casco anche a coloro che hanno superato i quattordici anni, nella pratica dello sci alpino e dello snowboard e in tutte le aree sciabili, inclusi i percorsi fuori pista; - l'obbligo per i gestori delle aree sciabili di dotare le stesse di un defibrillatore semiautomatico situato in luogo idoneo, assicurando la presenza di personale formato per il suo utilizzo. Sul punto utile ricordare che attualmente, l'obbligo di dotazione e impiego di defibrillatori semiautomatici sussiste per le società sportive sia professionistiche che dilettantistiche presso cui viene svolta attività sportiva non agonistica o amatoriale in forza dell'art. 7, co. 11, del D.L. 158/2012; - l'individuazione dei criteri generali di sicurezza per la pratica dello sci-alpinismo e delle altre attività sportive praticate nelle aree sciabili attrezzate, nonché di adeguate misure, anche sanzionatorie, che garantiscano il rispetto degli obblighi e dei divieti stabiliti e il pieno esercizio delle discipline in sicurezza, senza nuovi o maggiori oneri a carico dei gestori; - rafforzamento sia delle attività di vigilanza e controllo dei servizi di sicurezza e di ordine pubblico, con la determinazione di un adeguato regime sanzionatorio, sia delle attività informative e formative per la prevenzione degli incidenti, anche con riferimento allo sci fuori pista e allo scialpinismo;
  3. revisione delle norme in modo da favorire la più ampia partecipazione delle discipline sportive invernali, anche da parte delle persone con disabilità (lett.c)).

L'articolo 10, infine, prevede che le disposizioni della legge e dei decreti legislativi da essa previsti si applicano nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e con le relative norme di attuazione, anche con riferimento a quanto previsto dalla L. cost. 3/2001.

Nelle prossime settimane torneremo sull’argomento con disamine più dettagliate suddivise per articolo .

 


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