Il D.A.SPO. (acronimo di “Divieto di Accedere alle alle manifestazioni Sportive ”) è una misura di prevenzione atipica adottata dal Questore nei confronti dei soggetti che pongono in essere le condotte previste principalmente dall’art. 6, L. n. 401/1989, e s.m.i. e dall’art. 1-septies, D.L. n. 28/2003, conv. con L. n. 88/2003.

Le condotte in questione, non necessariamente costituenti fattispecie di reato, sono genericamente riconducibili a episodi di violenza che avvengono “in occasione o a causa” di manifestazioni sportive. L’ambito di applicazione del DASPO è stato progressivamente ampliato, risultando esteso sia a condotte “di gruppo” (il che ha sollevato forti dubbi di costituzionalità da parte della dottrina), sia a condotte soltanto “finalizzate” alla partecipazione attiva a episodi di violenza, minaccia o intimidazione (per le quali condotte non è nemmeno prevista, ai fini del D.A.SPO., la previa denuncia) e, addirittura, a condotte generalmente prive di qualsiasi connotazione violenta (ad es., l’accensione di un fumogeno, la duplice violazione del regolamento d’uso dell’impianto sportivo, ecc.).

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