FISCOCSEN RISPONDE

Le risposte degli esperti

Buonasera, sono il presidente di un associazione che si occupa di attività nel settore della cinofilia, in riferimento ad un recente corso di aggiornamento fiscale, ho scoperto che la mia associazione ha l'obbligo, per beneficiare delle agevolazioni fiscali, di compilare e presentare il modello EAS dal momento dell'iscrizione maggio 2013 fino ad oggi. Tale modello, purtroppo in riferimento a consigli ed interpretazioni sbagliate che mi esoneravano da questo compito, non è stato mai presentato all'Agenzia delle Entrate, e pertanto a seguito di questa mia mancanza Vi domando cosa posso fare per risolvere nel migliore dei modi tale inadempienza? Nel corso di aggiornamento fiscale, mi hanno consigliato di presentare il modello EAS semplificato quanto prima,entro gennaio 2018, per sanare il 2017, senza pagare la sanzione di € 258, aspettando che arrivi direttamente da parte dell'Agenzia delle Entrate tale richiesta di pagamento, e che per gli anni precedenti non posso sanare la mia posizione, quindi mi consigliano di chiudere l'A.S.D., in quanto ho perso i benefici fiscali. In riferimento a quanto sopra esposto cosa debbo fare? Se presento e pago entro gennaio 2018 il modello EAS, copre solo il 2017 oppure anche una parte del 2016? Entro quale data devo presentare il modello EAS per l'anno 2018 (anno in corso). Inoltre Vi chiedo se è giusto quanto di seguito riportato. Da maggio del 2013, inizio e creazione dell'A.S.D., ad oggi non abbiamo fatto attività commerciali ma la nostra contabilità riguarda solo ricevute per gare tra tesserati circuiti csen, tessere soci e tessere csen, mensili per le attività svolte, quote sociali e varie attività istituzionali, il tutto rientrando in corrispettivi specifici art. 148 del TUIR. In relazione alla nostra situazione contabile, entro 120 giorni dall'inizio del nuovo anno, mediante comunicazioni e avvisi viene redatto approvato e affisso il rendiconto annuale dell'associazione con i vari verbali del C.D. e soci di approvazione, e nessuna dichiarazione e/o ulteriore documentazione viene presentata all'agenzia delle entrate in quanto non si rende necessario per non aver svolto attività commerciale. L'unica cosa che abbiamo, in un cassetto e copia esposta in bacheca, sono i bilanci approvati e preventivi per l'anno successivo, con la dicitura di utilizzare gli utili dell'anno precedente nelle attività istituzionali per l'anno in corso. Per tale contabilità è giusto non presentare nulla all'agenzia delle Entrate? Fiducioso in una risposta, Vi ringrazio e porgo distinti saluti. (Affiliata Csen Terni).

Partendo dalla mancata presentazione del modello EAS, vi è innanzitutto da sottolineare come il modello EAS non sia una dichiarazione annuale ma vada presentato entro 60 giorni dalla costituzione dell'ente e, successivamente, in caso di variazioni non ancora in possesso dell'Amministrazione Finanziaria, entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello in cui è avvenuta la variazione.
Nella fattispecie il problema è la mancata presentazione del modello EAS a seguito della costituzione dell'associazione avvenuta nel maggio 2013. Ipotizzando un esercizio coincidente con l'anno solare, sanare l'inadempimento, tramite la remissione in bonis prevista dal DL 16/2012, sarebbe stato possibile – con versamento contestuale tramite codice 8114 di € 250,00 – sino al 30/09/2014, termine ultimo per la trasmissione della prima dichiarazione utile. Oltre tale data la normativa attualmente in vigore non permette l'utilizzo del ravvedimento operoso.
Di qui l'incertezza generale su come comportarsi anche se recentemente vi è stata una risposta, fornita ad una interrogazione parlamentare del settembre 2016, in cui l'Agenzia si è espressa nel modo seguente:
"La presentazione oltre i termini fissati, dunque, non preclude definitivamente all'ente di avvalersi del regime agevolativo di non imponibilità dei corrispettivi, delle quote e dei contributi di cui agli articoli 148 del TUIR e 4 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, ma esclude l'applicazione del regime di favore per le sole attività precedenti la data di presentazione del modello stesso.
In tal caso, se ricorrono i requisiti qualificanti previsti dalla normativa tributaria, l'associazione può applicare il predetto regime agevolativo alle operazioni compiute successivamente alla presentazione di detto modello, mentre ne restano escluse quelle compiute antecedentemente alla presentazione del modello EAS. "
Da quanto sopra si evince, dunque, come la presentazione del modello EAS ora non sanerebbe in alcun modo gli anni precedenti diventando opportuno/necessario presentarlo nel caso si volesse regolarizzare la propria posizione per i prossimi anni.

Per quanto riguarda il secondo aspetto, avendo solo codice fiscale ed attività istituzionale, le attività da porre in essere per una giusta gestione contabile/gestionale dell'associazione sono l'elaborazione ed approvazione dei rendiconti (consuntivo e previsionale) e la tenuta di una gestione di cassa che evidenzi le entrate e le uscite associative, oltre che una gestione corretta della vita associativa (libro soci, verbali di approvazione soci, rinnovo consiglio direttivo, ecc). Non vi sono adempimenti fiscali da effettuare non possedendo la partiva IVA se non quelli relativi ed eventuali compensi erogati (certificazione unica ed in presenza di ritenute operate, 770).

Giampiero Recchia
Commercialista e Revisore legale dei Conti, Bari



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