FISCOCSEN RISPONDE

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Il mio quesito è il seguente: se un'associazione sportiva dilettantistica volesse avvalersi di un collaboratore amministrativo gestionale non professionale, che tipo di contratto dovrebbe stipulare col collaboratore? Sappiamo che, a seguito delle abrogazioni di cui alla Legge di conversione del Decreto Dignità si ritorna alla situazione esistente al 2017, ma mi chiedo, al di là degli aspetti meramente fiscali dei compensi erogati ai sensi dell'art. 67 comma 1, lett. m) del TUIR, quale è la forma che tale contratto deve assumere? Un co.co.co. ai sensi dell'art. 409 comma 3 c.p.c. (in cui il collaboratore organizza autonomamente l'attività lavorative) con relativo obbligo di comunicazione preventiva al Centro Unico per l'Impiego, iscrizione nel LUL e bollettino paga, oppure una semplice scrittura privata tra ASD e collaboratore in cui si pattuisce che il collaboratore erogherà una prestazione personale, non professionale, continuativa, le cui modalità di esecuzione sono organizzate dall'ASD anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro SENZA che tale rapporto sia condotto ad un rapporto di lavoro subordinato così come espressamente previsto dall'art. 2 comma 2, lett.d) del d.lgs. 81/2015? Vi ringrazio anticipatamente per la vostra cortese risposta. Cordialmente (Affiliata CSEN Brindisi).

Il quesito verte sull'inquadramento di un collaboratore amministrativo gestionale non professionale, come espressamente indicato nel testo.
Chi lo ha formulato ha ben chiara la recente storia normativa del lavoro sportivo, tanto che cita gli effetti voluti dal c.d. Decreto Dignità dai quali viene provocato un ritorno all'assetto del 2017.
La forma più idonea per …


Buonasera, siamo una a.s.d. con personalità giuridica iscritta allo Csen. Svolgiamo una disciplina sportiva il wushu kung fu (disciplina cinese) ,che comprende anche le ginnastiche cinesi per la salute rientranti nel qigong, tutte definite attività sportive come dalle  delibere del Coni 1566/2016 e successive modifiche.

Il nostro statuto prevede altresì oltre all'attività sportiva, anche lo svolgimento di servizi sociali, sanitari e parasanitari.

Dal 2006 aderiamo al progetto di Attività Fisica Adattata (A.F.A. ex A.M.A.) istituito dalla Regione ,che ha stabilito modalità e tariffe per i partecipanti , tariffe molto basse per permettere a tutti di poterne usufruire.  Tale progetto è stato divulgato attraverso la Società della Salute e le ASL.  Questa convenzione con la Regione è a titolo gratuito.

Al progetto ci aderiamo con la nostra ginnastica cinese, rientrante e rispettante tutti i parametri occorrenti richiesti dal protocollo, tanto la sua validità ed efficacia è estesa, e iscriviamo tutti i frequentanti come soci ordinari, iscrivendoli nel libro soci regolarmente, e tesserandoli allo Csen.

Negli anni sono cambiate diverse modalità di accesso al servizio, inizialmente occorreva un certificato medico, poi è stato abolito (dal 2015) e istituita una visita preliminare dai fisioterapisti dell’Asl.

Il verbale della Regione Toscana del 7/8/2017 stabilisce che: “non necessita di certificazione preventiva ai fini della partecipazione ai corsi, come precisato dal parere n.37/2015 del Consiglio Sanitario Regionale, recepito con DGR n.677 del 25 maggio 2015.”

Ora, non obbligando più  le persone alla certificazione medica per sport non agonistico, seppur a basso impegno cardiovascolare, le quote sociali versate  non potrebbero  essere considerate come attività istituzionale, ma commerciale, portando così a una forte contraddizione, oltre che a un onere economico non indifferente.

Facciamo presente che  la stessa attività  che svolgiamo da 30 anni, viene praticata anche dai soci che non aderiscono per scelta all’A.F.A., a tariffe stabilite dal consiglio direttivo, e che portano il certificato medico per sport non agonistico, quindi incamerandole come attività istituzionale.

La domanda sorge spontanea: come possiamo superare questa problematica di effettuare un’attività sportiva, perché il Coni la riconosce, ma senza  il certificato, perché la Regione Toscana ha autonomia legislativa di eliminarlo, e al contempo attività sociale e introitare le entrate come attività istituzionali esentasse?

Nelle attività dell’associazione rientrano anche i centri estivi per bambini, e dato che anche questo è un servizio sociale, e che le attività sono molteplici e non solo sportive, ma ludiche e ricreative e artistiche, e non portano certificato medico, data la temporaneità dell’attività, potrebbero essere considerate esentasse?

Facciamo anche presente che l’assicurazione infortuni dello Csen non copre senza certificato medico, e che nell’ipotesi non tesserassimo più i soci che svolgono l’afa e i centri estivi allo Csen perché senza certificato,  perché svolgenti attività solo sociale,  la Rct non li coprirebbe .

Vi ringraziamo molto per l'attenzione e i consigli che potrete indicarci.
Saluti cordiali, affiliata CSEN Scandicci (FI).

L'Associazione di Scandicci che si è rivolta a FiscoCsen espone con apprezzabile puntualità il contesto in cui opera e i correlati riferimenti normativi.
Si tratta di Associazione con personalità giuridica, affiliata Csen, al cui interno si pratica il Wushu Kung Fu, sport codificato al n. 102 dell'elenco ufficiale CONI, comprendente le discipline contraddistinte dal progressivo nr. 384 fra …


Buonasera, sono il presidente di un associazione che si occupa di attività nel settore della cinofilia, in riferimento ad un recente corso di aggiornamento fiscale, ho scoperto che la mia associazione ha l'obbligo, per beneficiare delle agevolazioni fiscali, di compilare e presentare il modello EAS dal momento dell'iscrizione maggio 2013 fino ad oggi. Tale modello, purtroppo in riferimento a consigli ed interpretazioni sbagliate che mi esoneravano da questo compito, non è stato mai presentato all'Agenzia delle Entrate, e pertanto a seguito di questa mia mancanza Vi domando cosa posso fare per risolvere nel migliore dei modi tale inadempienza? Nel corso di aggiornamento fiscale, mi hanno consigliato di presentare il modello EAS semplificato quanto prima,entro gennaio 2018, per sanare il 2017, senza pagare la sanzione di € 258, aspettando che arrivi direttamente da parte dell'Agenzia delle Entrate tale richiesta di pagamento, e che per gli anni precedenti non posso sanare la mia posizione, quindi mi consigliano di chiudere l'A.S.D., in quanto ho perso i benefici fiscali. In riferimento a quanto sopra esposto cosa debbo fare? Se presento e pago entro gennaio 2018 il modello EAS, copre solo il 2017 oppure anche una parte del 2016? Entro quale data devo presentare il modello EAS per l'anno 2018 (anno in corso). Inoltre Vi chiedo se è giusto quanto di seguito riportato. Da maggio del 2013, inizio e creazione dell'A.S.D., ad oggi non abbiamo fatto attività commerciali ma la nostra contabilità riguarda solo ricevute per gare tra tesserati circuiti csen, tessere soci e tessere csen, mensili per le attività svolte, quote sociali e varie attività istituzionali, il tutto rientrando in corrispettivi specifici art. 148 del TUIR. In relazione alla nostra situazione contabile, entro 120 giorni dall'inizio del nuovo anno, mediante comunicazioni e avvisi viene redatto approvato e affisso il rendiconto annuale dell'associazione con i vari verbali del C.D. e soci di approvazione, e nessuna dichiarazione e/o ulteriore documentazione viene presentata all'agenzia delle entrate in quanto non si rende necessario per non aver svolto attività commerciale. L'unica cosa che abbiamo, in un cassetto e copia esposta in bacheca, sono i bilanci approvati e preventivi per l'anno successivo, con la dicitura di utilizzare gli utili dell'anno precedente nelle attività istituzionali per l'anno in corso. Per tale contabilità è giusto non presentare nulla all'agenzia delle Entrate? Fiducioso in una risposta, Vi ringrazio e porgo distinti saluti. (Affiliata Csen Terni).

Partendo dalla mancata presentazione del modello EAS, vi è innanzitutto da sottolineare come il modello EAS non sia una dichiarazione annuale ma vada presentato entro 60 giorni dalla costituzione dell'ente e, successivamente, in caso di variazioni non ancora in possesso dell'Amministrazione Finanziaria, entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello in cui è avvenuta la variazione.
Nella fattispecie il problema …


Siamo una associazione sportiva dilettantistica e di promozione sociale circolo ricreativo culturale. La nostra principale attività sportiva è il nuoto in quanto nella nostra struttura abbiamo una piscina oltre ad un campo di calcetto , un’area attrezzata per camper e tende e molti spazi verdi per altre attività ricreative e sportive. Nel periodo invernale la nostra associazione svolge principalmente corsi di nuoto e fitness in acqua. Nel periodo estivo per sopperire alle onerose spese del periodo invernale togliamo il pallone pressostatico e la piscina viene messa a disposizione dei nostri soci e tesserati e viene utilizzata principalmente a livello ricreativo, quindi per il relax, nuoto libero ed anche corsi di nuoto . Per l’utilizzo ricreativo della piscina viene richiesto ai soci e tesserati una quota sociale per gli ingressi. Inoltre la struttura è dotata di un bar che naturalmente nel periodo estivo svolge maggiormente il servizio ai soci e tesserati . Per quanto riguarda il nuoto e fitness li facciamo tutti soci e chiediamo allo CSEN un tesseramento sportivo. Per quanto riguarda l’utilizzo ricreativo della struttura facciamo tutti soci e chiediamo allo CSEN un tesseramento da circolo . Così impostata ci troviamo con un numero elevato di soci sopra i 1000…….. difficile da gestire E’ corretto nel nostro caso associare tutti e tesserare tutti? E’corretto chiedere una quota sociale per l’ingresso, giornaliero o orario, in piscina per l’utilizzo ricreativo estivo? Il Presidente (Affiliata Csen Macerata).

Stimolando l’associazione richiedente ad una valutazione approfondita sulla veste giuridica più appropriata, alla luce della recente riforma del Terzo Settore, e funzionale ai propri scopi, si ricorda che l’attività del sodalizio può essere rivolta alle seguenti categorie di soggetti:
– associati non tessera…


Buongiorno siamo una Asd che fa corsi di Yoga, Tai Chi Chuan e Danza ma oltre a questo proponiamo anche corsi di Nuad Bo Rarn (Thai Massage del nord – Chiang Mai), Tuina, Riflessologia che rientrano nell'olistico e esulano dallo sport. Pertanto abbiamo una serie di domande da sottoporvi: come dobbiamo comportarci a livello fiscale con le discipline olistiche visto che per noi tutto quello che rientra nello sport è esente? Che tipo di contratto dobbiamo stipulare con l'esperto di Riflessologia o di Tuina e come dobbiamo inquadrarlo fiscalmente? Il discorso cambia ulteriormente se oltre ai corsi di Massaggio, Riflessologia ecc. facciamo anche trattamenti alla persona? I trattamenti rientrano nelle attività commerciali? Possiamo inglobare il settore olistico all'interno dell'Associazione o è meglio creare un qualcosa a parte? E se lo inglobiamo nell'Associazione per le ricevute possiamo indicare la dicitura "Quote aggiuntive per attività sportive e sociali"? e come vengono trattate fiscalmente? Infine ci e vi chiediamo il Thai Massage può essere considerato una forma di Yoga e quindi essere ricompreso in tale disciplina visto che il massaggio del nord è molto più Yoga di quello di Bangkok del sud? Grazie mille per ogni chiarimento vorrete darci. Cordiali saluti (Affiliata Csen Aosta).

Con la promulgazione del noto elenco delle discipline sportive riconosciute dal CONI e le indicazioni fornite dall'Ispettorato Nazionale del Lavoro con Circolare 1/2016, si delinea un quadro generale che resterà tale fintanto che non pervengano istruzioni o precisazioni da parte delle Federazioni Sportive Nazionali o dallo stesso Comitato Olimpico.
La decorrenza dell'elenco delle disc…


Lo scrivente Circolo A.S.D. A.P.S. iscritto allo CSEN desidera sottoporre alla Vostra attenzione i seguenti quesiti relativamente alla propria attività in favore dei soci per feste di compleanni da tenersi presso la club house del circolo stesso:

"Nelle feste di compleanno e' sufficiente tesserare il solo festeggiato (socio) o e' necessario tesserare anche gli invitati del socio stesso, quali partecipanti a totale carico dello stesso socio? cosa intendiamo, quindi, per partecipanti ?"

Recentemente, l'Agenzia delle Entrate, a seguito di una verifica ha iscritto all'IVA motu proprio, il nostro Circolo.
La verifica effettuata, non ancora formalizzata dall'Agenzia delle Entrate stessa, sarà oggetto di nostro ricorso al Tribunale competente. Nelle more delle decisioni del Tribunale stesso, "quale e' il comportamento fiscale del circolo, sia per le registrazioni contabili sui libri iva, sia per gli adempimenti ad essi connessi ?"

Nel formulare le Vostre determinazioni in merito ai due quesiti da noi evidenziati in precedenza, Vogliate tener conto che:

– l'attività primaria del Circolo è la promozione del gioco del laser-game attraverso il tesseramento di soci;
– in occasione delle feste di compleanno dei soci stessi, gli invitati (partecipanti?) frequentano l'arena del gioco con spese a totale carico del socio che li ha invitati;
– scopo del Circolo è quello di promuovere, attraverso queste manifestazioni, il laser-game;
– non è prevista nessuna forma di catering da parte del nostro circolo per lo svolgimento di queste ricorrenze.

In attesa di cortese, urgente risposta, inviamo distinti saluti (Affiliata Csen).

Si premette che, ai fini di una più esauriente risposta, sarebbe senz'altro opportuna un'analisi dello Statuto nonché dei rilievi di cui al pvc (?) notificato dall'Agenzia delle Entrate.

La prima domanda dell'Affiliato “ … Cosa intendiamo quindi per partecipanti?” parrebbe legata alla questione decommercializzazione dei corrispettivi specifici ex art 148 c. 3 del Tuir: “Per le associazioni culturali, sportive dilettantistiche,…


Buongiorno, sono il Presidente di una ASD che tiene corsi di Yoga ed in merito alla delibera del CONI sulle discipline sportive riconosciute ho delle domande da porre: 1. in quale delle discipline riconosciute è possibile far rientrare lo Yoga? Attività sportiva ginnastica finalizzata alla salute ed al fitness, codice 110? 2. In caso non sia sufficiente l'offerta solo di corsi di yoga per rientrare nelle discipline riconosciute, sarà necessario attivare dei corsi di ginnastica generici (es. Giinastica per tutti codice 114)? 3. Che qualifiche dovranno avere gli istruttori che terranno i corsi di ginnastica generici (i nostri istruttori hanno il patentino CSEN come insegnanti di Yoga, sono spendibili in questa ottica)? 4. Dovremo modificare la denominazione dei corsi che proponiamo ai nostri soci (es. da Hatha Yoga a Ginnastica Hatha Yoga)? 5. il nome dell'associazione non comprende ad oggi la parola ginnastica, andrà pensata una modifica dello stesso? 6. Negli scopi statutari andrà revisionata la dicitura "promozione, la diffusione e l'esercizio di attività di promozione sociale in genere, del tempo libero, ricreative, culturali, sportive dilettantistiche nei vari settori e degli sport in genere, in particolar modo dello Yoga, delle discipline olistiche ed orientali e di tutte le altre attività psicofisiche volte a migliorare la qualità di vita dei propri associati e il loro rapporto con l’ambiente.“? in che modo? Grazie mille (affiliata CSEN Perugia).

Al momento, lo Yoga non rientra più – né può rientrare – in alcuna delle discipline riconosciute dalla delibera CONI del 14 febbraio 2017: salvo modifiche, pertanto, lo Yoga non è più sport dilettantistico; inutile (anzi, a parere di chi scrive pericoloso) cambiare nome alle attività promosse.
La decisione di offrire corsi rientranti fra le discipline riconosciute, a …


Buongiorno, io sono attualmente beneficiaria di NASPI (disoccupazione), ma non trovando lavoro nel mio ambito ho deciso di seguire una mia passione e creare una ASD che si occupi di danza, sperando che questa passione possa diventare anche il mio lavoro nel prossimo futuro. Per insegnare anche io in questa ASD, oltre alle altre insegnanti che si occupano di varie discipline, sto prendendo tutte le certificazioni per insegnare Danza, Pilates e Zumba, ma non solo ancora non ho alcun tipo di certificazione (devo superare gli esami), ma non ho nemmeno un contratto di lavoro o cose del genere. Ora, il centro per l'impiego mi dice che secondo loro io sono occupata come lavoratrice autonoma e quindi vogliono togliermi la NASPI, perché ho appunto costituito una ASD. D'altra parte mi sono informata presso l'INPS se potessi avvalermi dell'anticipazione NASPI per far fronte agli investimenti iniziali della costituzione e della promozione della ASD, ma la risposta è stata NO perché la ASD non poteva considerarsi un'azienda… per cui, mi chiedo, potete aiutarmi a capire cosa devo fare e soprattutto a capire come posso non perdere il mio unico attuale mezzo di sostentamento che è la NASPI? Grazie in anticipo per la vostra risposta, buona giornata (Affiliata CSEN Varese).

Con la circolare INPS 94/2015 è stato precisato che la NASPI decade in caso di svolgimento di attività di lavoro subordinato da cui il percipiente consegua un reddito annuo superiore ad euro 8.145,00 o di lavoro autonomo o di impresa con reddito annuo superiore ad euro 4.800,00: non emergendo alcun riferimento ai “redditi diversi” ex articolo 67 Tuir (fra cui i rimborsi spettanti in caso …


Sono la Presidente di una A.S.D. che si occupa di Danza, e scrivo per chiedere delle informazioni in merito a un evento che vogliamo organizzare: si tratta di una rappresentazione teatrale (da ripetere almeno un paio di volte) con il nostro gruppo di allieve che vogliamo realizzare in uno spazio privato in cui vengono organizzati già molti eventi che i singoli soggetti gestiscono in modi diverso.
Ci sarà spazio per circa una 60 di persone, quindi parliamo di numeri piccoli. Vorremmo però promuovere l'iniziativa attraverso cartoline e locandine (per uso privato quindi non sulle vetrine dei negozi per cui servirebbe autorizzazione comunale; numeri comunque limitati parliamo di 500 flyer e una 30 di locandine, quindi diffusione molto limitata ma comunque visibile); e vorremmo se possibile richiedere un contributo economico.
So che i presenti dovrebbero essere tutti associati vero? (Esistono margini perché qualcuno sia presente come "ospite" o "aspirante socio"? se fosse una minima percentuale per es.?).
Se, dato che i numeri sono bassi e vorremo richiedere la prenotazione, noi preparassimo già tutte le richieste di adesione all'associazione compilate con i dati del richiedente, in modo che all'ingresso manchi solo la sua firma e ci sia un membro del consiglio direttivo presente (incaricato di accettare le domande di adesione), saremmo coerenti con le norme? oppure le persone dovrebbero risultare comunque associate già in precedenza?
Sui materiali di promozione è sufficiente riportare la scritta ingresso riservato ai soci?
Se rinunciassimo a far pagare un ingresso e chiedessimo una donazione ai presenti sarebbe più semplice?
So che in ogni caso dobbiamo avere il permesso SIAE e pagare relativi oneri per le musiche.
E’ un evento eccezionale, non si configura in nulla come una nostra attività continuativa, ma in ogni caso vorremmo fare tutto il più correttamente possibile e essere certi che eventuali controlli non possano considerarla un'attività commerciale.
Grazie, Affiliata CSEN Napoli

Preliminarmente, la Sua Associazione può tranquillamente organizzare l’evento: “non occorre infatti alcuna licenza né dovrà dare comunicazioni di P.S. per uno spettacolo dato all’interno di un circolo privato (e similari), elementi che sono invece necessari quando risulti che lo spettacolo sia stati indetto, invece, nell’esercizio di una vera e propria attività imprenditoriale" (Cass. Sez. I, 19.05.1978, n. 5869); pu…


Buongiorno, sono il Vicepresidente di un'associazione sportiva dilettantistica e di promozione sociale. Ero il presidente della stessa fino al 25/02/2017 ma ho dovuto rassegnare le mie dimissioni dalla carica, per motivi personali, rimanendo all'interno del CD con la carica di Vicepresidente. Abbiamo fatto regolare assemblea degli associati per ratificare le mie dimissioni ed eleggere il nuovo Presidente che ricopriva la carica di Vicepresidente fino a tale data (abbiamo praticamente invertito i ruoli/cariche) e variare la sede legale al domicilio del nuovo eletto presidente presso un altro comune. Il ragioniere consulente della EPS alla quale la nostra ASD è affiliata, al quale abbiamo inoltrato il verbale di assemblea oltre che all'EPS alla quale siamo affiliati, ci ha indicato che sarebbe stato sufficiente comunicare i dati del nuovo Presidente e sede fiscale tramite modulo AA5 che ha inviato lui stesso in forma telematica all'Agenzia delle entrate. VI CHIEDIAMO: 1) sulla ricevuta emessa dall'Agenzia delle entrate abbiamo verificato che il codice fiscale è rimasto identico. È corretto? 2) considerando che lo statuto indica la sede legale con l'indirizzo completo e la nuova sede legale ha un altro comune/indirizzo, è sufficiente la comunicazione che ha inoltrato il consulente dell'EPS tramite AA5? 3) ci sono da compiere altri adempimenti per completare la variazione di presidente/sede legale? Considerate che la comunicazione alla banca dove è appoggiato il cc, all'EPS alla quale siamo affiliati per la variazione anche nel registro nazionale CONI sono state effettuate. Se vi è più comodo potete rispondere per punti! Grazie in anticipo (Affiliata CSEN Monza Brianza)

Spettabile Associazione,

Quanto al quesito n.ro 1)
Si è corretto. il CF rimane univoco per tutta la vita dell'associazione indipendentemente dal legale rappresentante e/o dalla sede.

Quanto al quesito n.ro 2)
Andando a modificare lo statuto nella parte…


Buongiorno, sono vicepresidente di una ASD ed avrei la necessità di chiedere alcuni chiarimenti. Nel mese di giugno 2017 dovremo organizzare una gara di bodybuilding e volevamo capire se ci è possibile chiedere un aiuto economico o di attrezzature a degli sponsor. Si tratterebbe di cifre contenute, ma noi non abbiamo partita iva. Ho letto della possibilità di stipulare dei contratti di sponsorizzazione, è effettivamente una strada percorribile? Come ASD dovremmo avere la possibilità di organizzare due eventi all'anno per finanziarci, ma i regolamenti mi risultano alquanto fumosi. Sembrerebbe non si debbano pagare tasse se si resta al di sotto di una certa soglia, ma non è chiaro se comunque sia necessaria una partita iva. Gli sponsor in questione dovrebbero aiutarci con l'acquisto dei trofei, di alcuni articoli di abbigliamento ed integratori da regalare agli atleti e contribuire ai costi del palazzetto. Vorrei capire eventualmente come si potrebbero gestire le entrate relative ai costi dei biglietti venduti al pubblico che assisterà alla gara. In pratica vorrei capire se c'è modo di evitare il discorso P.IVA visto che si tratterebbe comunque di una cosa occasionale e con entrate modeste. Distinti saluti (Affiliata CSEN – Vercelli)

Quanto richiede l’utente (soggetto con solo codice fiscale) si presume riferito a proventi saltuari realizzati durante lo svolgimento di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali, vale a dire somme incassate occasionalmente e strettamente correlate a quanto statutariamente previsto.
Premesso:
che la soggettività passiva Iva trova il suo principio essenziale nell'eserc…


Buongiorno, siamo una SSD che organizza corsi di nuoto e gare nell'impianto dove prendiamo in affitto lo spazio acqua da una società che ha la concessione comunale del centro sportivo. 3/4 volte l'anno organizziamo, presso il centro, gare non del circuito FIN ma amatoriali, dove invitiamo altre ASD/SSD a partecipare con i loro atleti. Vorrei sapere se, riguardo la copertura del certificato medico NON AGONISTICO degli atleti delle altre ASD/SSD invitate, è sufficiente esigere dai loro presidenti, una dichiarazione che certifichi che tutti i loro atleti sono coperti dal certificato in corso di validità. In caso di malaugurato evento nefasto, quali dei tre soggetti avrebbero da dimostrare che non hanno responsabilità ?: 1) il titolare della SRL che gestisce il centro ma che non ha organizzato l'evento sportivo e non c'entra nulla con tutto; 2) il presidente della SSD che ha invitato le altre ASD/SSD a partecipare alla manifestazione natatoria presso la piscina dove paga l'affitto al soggetto di cui al punto precedente; 3) il presidente della ASD/SSD che ha iscritto l'atleta al suo sodalizio sportivo e l'ha fatto partecipare all'evento natatorio. Ribadisco che si tratta di atleti non tesserati FIN ma semplicemente iscritti al settore "propaganda e promozione" (settori amatoriali non agonistici). I nostri ragazzi sono tutti tesserati CSEN, mentre quelli delle altre realtà non saprei… La ringrazio per la risposta che credo abbia grande interesse nazionale. Saluti. (Affiliata CSEN – Varese)

Innanzitutto andrebbe valutato vi sia o meno un nesso di causalità tra un comportamento commissivo od omissivo di uno dei 3 soggetti indicati e l'evento definito nefasto. Certamente la mancanza dei requisiti minimi previsti dalla legge non andrà a supporto delle tesi difensive le quali, a prima richiesta della Magistratura inquirente, dovranno necessariamente provare…


Buonasera, siamo una associazione operante in Abruzzo, che ha in gestione un impianto sportivo, per la cui riqualificazione ha ottenuto un mutuo ipotecario dall'istituto di credito sportivo. L'istituto di credito ha determinato l'erogazione del mutuo (9 anni) sulla base di una ipoteca di 1° grado su immobile riconducibile all'attuale presidente + le fideiussioni personali di questi e del vice presidente. Visto quanto precede, un consigliere del c.d. ha proposto, fino a completa estinzione del debito, di: … OMISSIS… vincolare, le future candidature alla presidenza dell'Associazione, a quei soci che siano in grado di rilasciare una fideiussione personale, pari al valore del debito alla data di presentazione della candidatura stessa ed una garanzia ipotecaria (anche in forma cumulativa con altri soci) pari al doppio del predetto valore. L'assunzione della carica presidenziale sarà decorrente con quella del consolidamento della nuova garanzia ipotecaria sul nuovo immobile … OMISSIS… ed il C.D. ha deliberato di: …. OMISSIS… accettare, previa verifica di liceità da acquisire formalmente da consulenza legale (anche FISCOCSEN) ed opportuna pubblicità agli associati/tesserati, la proposta del Consigliere XXXXXXX, vincolando le future candidature alla presidenza dell'Associazione, a quei soci che siano in grado di rilasciare una fideiussione personale, pari al valore del debito alla data di presentazione della candidatura stessa ed una garanzia ipotecaria (anche in forma cumulativa con altri soci) pari al doppio del predetto valore. L'assunzione della carica presidenziale sarà decorrente con quella del consolidamento della nuova garanzia ipotecaria sul nuovo immobile. Tal vincolo sarà proposto già in occasione del prossimo rinnovo della carica presidenziale ed avrà validità fino alla completa estinzione del debito contratto con l'Istituto di Credito Sportivo. Quesito: è lecito agire in tal senso?? Ovvero… Non limitare la funzione elettorale attiva degli associati/tesserati, ma porre dei vincoli a quella elettorale passiva?? (ciò fino alla completa estinzione del debito) è necessaria una modifica allo statuto?? Oppure è sufficiente la delibera del c.d. visto che nello statuto è previsto espressamente che l'associato debba accettare lo statuto e le delibere degli organi dell'associazione? Ringraziando per l'attenzione, si porgono distinti saluti. (Affiliato CSEN – Chieti)

Innanzi tutto, nel dubbio che il quesito non abbia affrontato tale aspetto dandolo, invece, per sottinteso, occorre sgombrare il campo dall’ipotesi della fruibilità di qualsivoglia beneficio fiscale nel caso in cui la condotta ipotizzata dall’associazione venisse integrata.
La risposta è agevole, poiché l’uniformità di disciplina del rapporto associativo, che il legislatore…


Sono il Presidente di una ASD che organizza corsi di educazione per cani e avviamento a gare cinofile che comportano per la parte umana del binomio uno scarso impegno fisico. La maggior parte dei nostri tesserati frequenta corsi di educazione cinofila che consistono in lezioni teoriche e pratiche in cui i nostri istruttori insegnano a gestire il proprio cane non a fini sportivi ma solo civili. Un ristretto numero di tesserati si prepara per gare sportive (camminate, brevi corse a bassa velocità, lancio di oggetti di peso irrisorio) che comportano uno scarsissimo impegno fisico. Il Decreto Balduzzi e le successive circolari ministeriali, del CONI e di CSEN obbligano le ASD e non altre associazioni che fanno le stesse cose, a dotarsi di defibrillatore e a chiedere un certificato medico non agonistico, esentando da questi obblighi alcune categorie di ASD. Ora la nostra ASD che tiene i corsi di cui sopra come moltissime altre ASD e organizzano gare cinofile con le caratteristiche sopra descritte può collocarsi fra quelle esenti dall'acquisto del defibrillatore? E per quanto riguarda i certificati medici, possiamo evitare di chiederli a coloro che fanno solo corsi di educazione cinofila e lo dichiarano all'atto del tesseramento? E per coloro che svolgono attività sportiva con scarso impegno fisico? I dubbi che vi ho esposto sono anche di moltissime ASD che svolgono attività cinofila e sarebbero interessate ad una risposta chiara e precisa. Ringrazio e saluto cordialmente. (Affiliata CSEN – Pordenone)

Innanzitutto porrei molta attenzione all’attività del sodalizio che non può e non potrà rientrare a pieno titolo fra le sportive dilettantistiche nella parte in cui, come da Voi dichiarato, vengono impartite lezioni a fini civili e non sportivi.
Attenzione dunque alla concreta attività posta in essere dalla Vostra Associazione la quale, a ben vedere, ben potrebbe no…


Buongiorno, siamo una asd cinofila iscritta allo csen che opera in provincia di Bologna. Ultimamente stiamo ricevendo informazioni contrastanti da conoscenti che hanno anche loro una asd. Nello specifico, vi chiedo chiarimento per i seguenti punti : 1) nel modello eas è stato dichiarato che (punto 12) l'ente svolge attività nei confronti degli associati verso corrispettivi specifici (riferito alle attività dichiarate nello statuto – entrate che vengono usate solo per l'associazione, spese, collaboratori, etc..) 2) (punto 10) che i componenti degli organi amministrativi percepiscono compensi,indennità, rimborsi forfettari (lavoro necessario per poter perseguire lo scopo sociale, senza scopo di lucro significa non accumulare capitale non volontariato puro , corretto? noi siamo stati onesti nel dichiarare questo) -3(che chiunque operi con i cani deve avere attestato del corso sul benessere animale delibera regionale 736 del 9 maggio 2005 in attuazione della legge regionale 5 del 17 febbraio 2005 REGIONE EMILIA ROMAGNA 4)oltre a questo deve avere tutta una serie di permessi asl per il trasporto degli animali di cui non ho riferimenti specifici (da statuto noi offriamo un servizio chiamato ti supporto per aiutare i soci in quei momenti in cui non riescono a portare fuori i loro pelosi perchè stanno male o sono via per qualche giorno o altro motivo, il veterinario dell'asl mi dice che serve solo per in trasporto di animali da reddito, confermate?) i punti 3 e 4 a mia comprensione sono per professionisti con partita iva aperta, mentre la presidente e la vice presidente sono dottoresse triennali in Tecniche dell'allevamento del cane di razza ed educazione cinofila – qalifica di tecnico cinofilo una volta laureati. Ci teniamo alla comprensione corretta della normativa in vigore ed eventualmente a correggere eventuali errori fatti in buona fede. Siamo all'inizio e vogliamo partire e continuare bene. Vi ringrazio in anticipo. (Affiliata CSEN – Bologna)

Per maggior chiarezza espositiva si procederà "scomponendo" la domanda in vari punti anticipando, nostro malgrado, che la complessità delle questioni in essa poste necessiteranno, in ogni caso, di ulteriore approfondimento presso le Autorità competenti.

DOMANDA
Nel modello eas è stato dichiarato che (punto 12) l'ente svolge attività nei confronti deg…


Buongiorno, siamo una asd che sta cercando di iniziare la propria attività. Purtroppo stiamo incontrando una serie infinita di impedimenti burocratici che ci stanno mettendo letteralmente in ginocchio. L'ultimo in ordine di tempo è stato la richiesta relativa alla PREVENZIONE INCENDI. Purtroppo nessuno dei tecnici consultati è così sicuro su come si debba procedere in merito. La ns. struttura ha sede in un capannone industriale, superficie 820 mq di cui circa 120 mq tra spogliatoi ed uffici. C'è chi dce che sia assolutamente necessaria perchè eccediamo i 200 mq e dobbiamo quindi adeguarci ad una normativa di legge che ci considera ne più ne meno allo stesso livello di una discoteca. Secondo questo tecnico nulla ci differenzia da altre attività commerciali a scopo di lucro, ma la nostra attività, essendo no profit, non coprirà mai tutte queste spese. C'è poi chi dice che in strutture private, un paio di mega ville di industriali della zona, hanno costruito palestra con piscina eccedenti i 200 mq e la prevenzione incendi non è stata fatta. Altri mi dicono che una volta sistemati estintori e manichette antincendio, con il sopralluogo di un loro tecnico e una formalizzazione ai vigili del fuoco non è necessario fare la pratica per la prevenzione incendi. Vorrei capire cosa fare, come potrete notare le idee sono molto confuse e noi non sappiamo più quale direzione sia giusto prendere. Nella ns. zona nessuna struttura simile alla ns. ha fatto questa pratica. Spero possiate darci una mano, ormai non sappiamo più dove sbattere la testa. Cordiali saluti. (Affiliata CSEN – Vercelli)

Il quesito è stato già affrontato dagli operatori del Settore ed, in particolare, dallo stesso Comando del Corpo dei Vigili del Fuoco (www.vigilifuoco.it) il quale, sovente, si trova ad interfacciarsi con le realtà sportive, dilettantistiche e non.

Innanzitutto bisogna precisare che nel corso degli ultimi due decenni sono intervenute alcune so…



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